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Scritti 1911-1926 La Fondazione del Partito Comunista d'Italia Selezione della Terza Internazionale

Pagg: 580

Prezzo di copertina: 55,00€

 

Vivaci e talvolta accanite sono state, nel corso di quasi un secolo le discussioni politiche e storiografiche sul valore e le conseguenze della scissione di Livorno, che vide, il 21 gennaio del 1921, la nascita ufficiale del Partito comunista dal grembo del Partito socialista italiano, evento al quale si riferiscono in gran parte i testi compresi nel presente volume, usciti dalla testa e dalla penna del militante che dell’evento fu il promotore maggiore. Le polemiche iniziarono subito, anche a livello internazionale, a congresso appena concluso, e dureranno a lungo. A seconda delle diverse contingenze e rapporti tra le varie formazioni politiche, di «Livorno» si è di volta in volta invocato il superamento o il recupero, fino a giungere all'odierno totale disinteresse. A custodire la memoria di quello storico avvenimento, che divise profondamente l'intero movimento operaio italiano, non solo le avanguardie, e che fu in certa misura anche un conflitto tra generazioni, sono rimasti piccoli gruppi e isolati studiosi che non esitano a vedervi in questo mondo «globale» il primo tentativo di dare vita ad un Partito comunista mondiale, articolato non in sezioni «nazionali», ma in strutture «territoriali». Per coglierne l'«attualità», si pensi alla generazione che ne fu protagonista. Furono i coetanei dei giovani mandati a morire nel deserto libico arruolati per prender parte alla carneficina mondiale del '14-18. Quelli politicamente più avvertiti capirono subito l'enorme responsabi¬lità che si erano addossati i partiti socialdemocratici nell'agosto 1914, aderendo alla politica bellicistica dei rispettivi governi. Non c'era da guardare con speranza al futuro, giacché era chiaro che la nuova carta politica dell'Europa e le misure adottate a Versailles non potevano che portare a nuove guerre. Ma la iattura più grande fu la fine del Partito comunista mondiale, di cui fu decretata la morte ufficiale il 10 giugno 1943. Dal punto di vista reale era diventato uno strumento al servizio della fazione che governava l’Unione Sovietica/Russia, ma dal punto di vista ideale aveva ancora un significato. Il risultato fu che le strutture «territoriali» del Komimtern si trasformarono in partiti comunisti nazionali, metamorfosi che avrebbe fatto rabbrividire non solo Bordiga, ma quanti, come lui, pensavano alla stridente contraddizione tra il concetto di comunismo e quello di nazione. Michele Fatica

 

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